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Introduzione alle luci sismiche
Esempi recenti
Agosto 1976 - Terremoti nella regione cinese di
Sungpan-Pingwu
Nei giorni 16, 22 e 23 agosto 1976, tre forti terremoti (M = 7.2 , 6.8
, 7.2) colpirono la zona di Sungpan-Pingwu nella provincia cinese di
Szechan (parte centrale della Cina).
Gli epicentri si spostarono da nord verso sud lungo la faglia di Huya
a breve distanza da altre linee di frattura tettonica che rendono la zona
estremamente instabile. Prima di passare alla descrizione delle EQLs osservate,
vale la pena soffermarsi sul fatto che questi eventi tellurici di intensità
elevata, non produssero danni in termini di vite umane, in quanto furono
previsti con largo anticipo grazie anche all’osservazione di quei segni
precursori spesso snobbati dalla comunità scientifica e che, ancora
oggi, trovano delle resistenze dall’essere accettati unanimemente da tutti
i ricercatori. Centinaia di osservatori tra scienziati e gente comune,
mobilitati per questo evento, osservarono fenomeni quali luci sismiche,
inquietudine negli animali, anomalie nelle piante, emissioni di radon e
altri gas, correnti telluriche, variazioni del livello delle acquee freatiche
ed emissioni acustiche per un totale di 1297 rapporti osservativi.
Le luci sismiche riportate in questo terremoto ricalcano, per forma
e modalità di comportamento, quanto già emerso nella casistica
precedente: colonne luminose, palle di fuoco, bande luminose, ventagli
e velature luminescenti.
Diverse persone, alcune delle quali appartenenti all’ufficio sismologico
provinciale, osservarono, il 21 luglio, una sfera infuocata in una zona
distante 75 Km dall’area epicentrale. La sfera, del diametro di 1 metro,
fuoriuscì dal terreno ad una distanza di circa 100 metri dai testimoni;
salita all’altezza di 15 metri (circa), si restrinse fino ad assumere le
dimensioni di una pallina da ping-pong. Salita ulteriormente di quota,
la sfera si mosse con una traiettoria incurvata (simile a quella di una
meteora) e sparì. Nel frattempo, la luminosità della palla
si era affievolita e i testimoni poterono osservare una specie di fumo
bianco ruotare attorno alla luce; oltre a ciò fu udito un leggero
crepitio accompagnato da un odore simile allo zolfo. Nel punto del terreno
dove emerse la sfera fu rinvenuto un foro a forma di imbuto. Un'altra testimonianza
riporta di una sfera di fuoco vista salire lungo un pergolato di una casa
e, una volta raggiunto il tetto, bucarlo. In totale furono osservate circa
1000 palle infuocate di cui 50 in una sola notte.
Di giorno furono raccolte diverse testimonianze riguardanti piccole
sfere di fumo che presumibilmente rappresentano il medesimo fenomeno delle
sfere di fuoco viste di notte.
La maggior parte di queste osservazioni furono fatte lungo le intersezioni
fra i letti dei fiumi e le faglie. Un ricercatore cinese, coinvolto nelle
indagini, espresse l’opinione che l’origine di queste sfere fosse da mettere
in relazione alla fuoriuscita di gas dal sottosuolo, specialmente in questa
regione ricca di gas naturali. Furono riportati diversi casi di emissioni
gassose; specialmente in alcuni pozzi dove si vide l’acqua ribollire a
lungo. Un campione di gas prelevato per le analisi mostrò un’elevata
concentrazione di CO2 (biossido di carbonio). Casi simili furono osservati,
alcuni mesi prima, durante il sisma di Lungling (provincia dello Yunnan),
dal sismologo Lee Yun Shan dell’ufficio sismologico di Shensi. In quell’occasione
ebbe modo di osservare due incredibili fenomeni. La notte prima di una
forte scossa d’assestamento (M = 6), sotto un cielo coperto e piovoso,
osservò il terreno attorno a sé completamente illuminato
come se vi fosse la Luna piena. Alcune notti dopo, sempre sotto un cielo
piovoso, osservò una palla infuocata di circa 50 metri di diametro
alla distanza di 200 metri. Non credendo a ciò che vedeva, svegliò
un collega ed entrambi rimasero per mezz’ora ad osservare il fenomeno.
La mattina seguente avvenne un’intensa scossa (M = 5) e recandosi nel punto
in cui videro la sfera, trovarono un’ampia traccia nella sabbia ancora calda [51].
Novembre 1988 - Gennaio 1989, EQLs in Canada
I fenomeni luminosi (EQLs) osservati nei cieli canadesi dal primo novembre
1988 al 21 gennaio 1989, nella regione di Saguenay (200 Km a nord di Quebec
City), mostrano di essere correlati con l'attività sismica sviluppatasi
in zone nel medesimo periodo. A fronte di 54 scosse distribuite tra il
23 novembre '88 e il 22 gennaio '89 (in una zona dove l'attività
sismica prima di questo periodo era praticamente inesistente e non superava
1,5 M) si raccolsero ben 52 avvistamenti di EQLs nel periodo tra il primo
novembre '88 e il 21 gennaio '89 (dei quali solo per 46 se ne ha una descrizione
approfondita in quanto i relativi testimoni compilarono il questionario
inviatogli dai ricercatori).
Vi furono diversi casi di EQLs (5) prima dell'inizio dell'attività
sismica sancita con terremoto (4,8 M) del 23 novembre (con 14 EQLs solo
in questa giornata). Dopo questa prima scossa di avvertimento il Geological
Survey of Canada installò una rete di sismografi portatili accanto
a quella fissa già esistente, per migliorarne la precisione. Con
questa nuova rete si ottenne un’accurata monitorizzazione dell'attività
sismica della zona, che permise di registrare tutti gli eventi sismici
di intensità superiore a 0,1 M. Analizzando questi dati con quelli
provenienti dalle osservazioni delle EQLs, si pervenne ai seguenti risultati:
Le forme luminose riportate dai testimoni possono essere suddivise nelle seguenti categorie:
I colori che con maggiore frequenza emersero dai racconti testimoniali sono l'arancione, il giallo, il bianco e il verde [52].
17 Gennaio 1995, terremoto a Hyogo-ken Nanbu (zona costiera di Kobe,
Jpn)
Per ultimo, in questa rassegna di casi recenti, analizziamo gli avvenimenti
che accaddero il 17 gennaio 1995, durante il sisma che investì la
zona di Kobe, con una magnitudo pari a 7,2 e che avvenendo alle 5:46 del
mattino (ora locale), favorì l’osservazione di quei fenomeni luminosi
che accompagnarono il terremoto.
La paziente raccolta dei dati operata da T. Tsukuda, dell’istituto
di ricerca sui terremoti dell’università di Tokyo, permise di ricostruire
gli avvenimenti occorsi in quella fatidica mattina.
I fatti si svolsero secondo una trama ben collaudata e già riscontrata
in altri eventi simili; alle 5:46 un forte terremoto colpì la zona
di Hyogo-ken Nanbu, nelle vicinanze della città di Kobe. In quegli
istanti oltre allo scuotimento del suolo una parte della popolazione, già
sveglia a quell’ora, osservò e riportò l’apparizione di diversi
fenomeni luminosi in cielo. Tsukuda raccolse le testimonianze riguardanti
23 casi di EQLs, alcuni dei quali con più di un testimone dislocati
anche in luoghi diversi (questo si rivelerà fondamentale per la
stima della distanza, dimensione e intensità luminosa del fenomeno
ottico).
Le luminescenze osservate possono essere ricondotte, dal punto di vista
della forma assunta, a 4 tipi fondamentali: fulmini, semisfere con base
al suolo (la classica forma a cupola del tipo già citato da Yasui),
a ventaglio (strisce luminose che dal terreno salgono in cielo aprendosi,
dando appunto l’impressione di osservare l’oggetto citato) e strisce orizzontali
in cielo. Si registrò un solo caso di luce sferica, allungata orizzontalmente,
di colore blu che comparve all’interno di una camera da letto, in concomitanza
con la scossa.
Le testimonianze raccolte permisero a Tsukuda di compilare un elenco
delle EQLs, accludendo oltre alla forma, colore e durata temporale anche
le condizioni meteo e il periodo di comparsa rispetto alla fase del terremoto.
Qui il ricercatore giapponese operò un’ulteriore suddivisione rispetto
alle consuete fasi già utilizzate in precedenza (prima, durante
e dopo); egli infatti suddivise il periodo che precede l’arrivo del sisma
in 2 ulteriori periodi, operando un distinguo fra ”luci osservate durante
l’ascolto di rumori e brontolii sotterranei che precedono il terremoto”
e le “luci osservate immediatamente prima della prima scossa”.
Dopo questa precisazione passiamo a visionare la tabella riassuntiva
delle EQLs:
| Luci osservate prima dell’arrivo delle scosse durante il manifestarsi di rumori sotterranei | 7 casi |
| Luci osservate immediatamente prima della prima scossa | 6 casi |
| Luci osservate durante il sisma | 8 casi |
| Luci osservate dopo | 1 caso |
| Casi incerti (dal punto di vista temporale) | 1 caso |
Da quanto riportato sopra si evince che il 56,5% delle EQLs segnalate,
furono osservate prima dell’arrivo delle scosse e di queste la metà
in concomitanza con rumori sotterranei.
Ciò riveste una particolare importanza in quanto (come vedremo
in seguito) suggerirebbe un probabile processo formativo di queste luci.
I colori osservati risultano l'arancione associato prevalentemente
alle luci di forma semisferica; il bianco - blu per i fulmini, mentre per
le strisce luminose sono stati riportati il blu - verde, l’arancione e
il rosso. Per quasi tutti i casi (tranne 4) i testimoni riportano le condizioni
atmosferiche che vanno dal nuvoloso alla leggera pioggia, ma questo non
ha impedito di utilizzare la Luna piena (in un caso) come riferimento nel
stimare l’intensità luminosa di un fenomeno osservato.
Anche la durata di queste luci risulta, specialmente per alcune di
esse, incredibilmente lunga, come per una luce a semisfera di cui un testimone
ne osservò l’evoluzione ad una distanza di 4 Km (circa): inizialmente
la sorgente luminosa era bassa nel cielo e di uno splendente colore bianco,
poi la parte centrale divenne arancione e cominciò ad espandersi,
in tutte le direzioni, assumendo la forma di una cupola con base a terra.
Il fenomeno luminoso persistette per oltre 30 secondi.
Altre persone riportarono l’osservazione di luci che ricordano lontanamente
la forma di un ventaglio; dai colori bianco - blu e che in un caso rimase
visibile dai 5 ai 10 secondi.
Per i fulmini i tempi di persistenza, riportati dai testimoni, sono
di 1 - 2 secondi.
A questo proposito, nello scritto di Tsukuda non viene fornita nessuna
indicazione del fatto che questi fulmini possano derivare da un normale
temporale visto le condizioni di cielo coperto e ciò solleva parecchi
dubbi. Tutte le luci sono apparse in un raggio di 50 Km dall’epicentro
principale e la distribuzione delle EQLs risultano leggermente allineate
con gli epicentri delle scosse d’assestamento. Alcuni fenomeni ottici occorsero
sopra a diverse città della zona e questo diede l’opportunità
a Tsukuda, sfruttando dei punti di riferimento noti come palazzi e torri,
di determinarne le dimensioni, l’altezza dal suolo e l’intensità
luminosa. Una striscia luminescente di colore bluastro osservata sopra
la città di Kobe, fu stimata ad un’altezza di 150 - 200 metri s.l.m.,
nella parte centrale della città (ricordo che Kobe è una
città marittima quindi l’altezza della EQL riferita al livello del
mare coincide con l’altezza effettiva in cui si verificò il fenomeno).
Per un caso di EQL a forma di arco e dal colore arancione, le testimonianze
permisero di calcolarne le dimensioni reali, che con buona approssimazione
risultarono di 1 Km di lunghezza ad un’altezza di 200 metri. Sempre utilizzando
le informazioni raccolte, si stimò l’intensità luminosa e
la relativa luminosità (grazie al paragone fatto da due testimoni
all’intensità della Luna piena osservata prima del verificarsi degli
eventi) in poco meno di 9,8x106 cd. e 9,8x102 cd./m2.
Oltre a questi avvenimenti Tsukuda raccolse anche le testimonianze
di particolari nebbie, o nubi di polvere, sollevatesi in aria una decina
di minuti prima del terremoto nella zona attorno alla città di Nishinomya
(est di Kobe); la massa fu descritta come piuttosto luminosa.
Questo fatto unitamente ai rumori sotterranei permise al ricercatore
di avanzare delle ipotesi verso probabili meccanismi geofisici alla base
di queste luminescenze; infatti viene chiamata in causa la presenza di
aerosol ionizzati (vedi ipotesi di Tributsch), come possibili promotori
di EQLs a bassa quota. Un’altra possibilità, sempre offerta dalla
comparsa di queste nebbie o polveri in sospensione è che la loro
presenza abbia abbassato la rigidità dielettrica dell’aria, permettendo
l’instaurarsi di scariche elettriche ed effetti corona, fenomeni potenzialmente
luminosi dovuti alla presenza di una forte elettricità atmosferica.
In questo caso l’aumento dell’elettricità atmosferica potrebbe dipendere
non solo dalla presenza di aerosol ionizzati, ma anche dall'instaurarsi
di un effetto piezoelettrico, dovuto ad un aumento dello stress nelle rocce
sottostanti la zona interessata dal sisma. Anche l’emissione di forti rumori
sotterranei possono rappresentare un valido indizio riguardante i possibili
processi geofisici coinvolti nella creazione dei fenomeni luminosi; infatti
il potenziale elettrico in prossimità del suolo potrebbe subire
un repentino incremento, grazie meccanismo di separazione di carica determinato
dalla repentina comparsa di crepe e fratture (vedi “Campo elettrico dovuto
al contatto o alla separazione di materiali rocciosi”) e dai quali i borbottii
sotterranei trarrebbero origine.
Non si esclude comunque la conversione diretta del suono in luce, tramite
il ben noto processo di fonoluminescenza.
Allo stato attuale della ricerca, Tsukuda non può avvalorare quale processo, o insieme di processi, abbiano generato queste luci e comunque, a meno che non subentrino nuovi dati, di natura strumentale, dubito fortemente che con le sole testimonianze umane (anche se precise e dettagliate) si possa giungere ad un qualche risultato che si discosti da quello attualmente raggiunto [56].
8) Nel paese del Sol Levante
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