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Introduzione alle luci sismiche
Nel paese del Sol Levante
Spostiamoci ora in un altro angolo del globo, anch'esso funestato dal
flagello dei terremoti e più precisamente in Giappone. Per centinaia
di anni le popolazioni di queste terre convissero e convivono tuttora con
questo incomodo vicino, imparando a leggere gli impercettibili segnali
che indicavano loro l'avvicinarsi della sventura. Nelle tradizioni popolari
giapponesi si narrano strani eventi che annunciano l'arrivo del terremoto
come luci, bagliori, particolari arcobaleni, nebbie e inquietudine negli
animali.
Parecchie storie narrano di come alcune persone, osservando particolari
segni celesti, si misero in salvo, assieme alle loro famiglie, al di fuori
di quelle case rase al suolo dal terremoto da loro preannunciato. Altri
racconti descrivono storie di minatori che non riportarono nessuna ferita
dal crollo della miniera in cui lavoravano, in quanto alcuni giorni prima
del sisma, le gallerie si riempirono di una misteriosa nebbia (Chiki) che
impedì loro di operare, salvandoli così da morte certa (Appendice,
Nota B) [13].
Queste ed altre testimonianze provengono dal " Dai Nihon Jishin
Shiryo " (Comitato imperiale per l'indagine sui terremoti) e pubblicate
per la prima volta nel 1904. La raccolta contiene le testimonianze riguardanti
i vari terremoti che colpirono il paese e che furono recuperate dalla documentazione
storica del Giappone. Degli innumerevoli casi qui raccolti, K. Musya (Istituto
di ricerca sui terremoti dell'università di Tokyo) estrapolò
tutti quei casi contenenti la comparsa di fenomeni luminosi durante il
sisma. Queste testimonianze, assieme ad altre, andarono a formare quell'incredibile
raccolta per la quale Musya divenne un riferimento per le future generazioni
di ricercatori sulle EQLs. Purtroppo questo catalogo è difficilmente
reperibile (senza contare il fatto che è scritto in giapponese);
se ne ha comunque un ampio stralcio nella pubblicazione di un altro ricercatore
a lui contemporaneo T. Terada, della medesima facoltà e gruppo di
ricerca.
Terada confrontò la casistica giapponese con quella proveniente
dal resto del mondo, concludendo che durante i terremoti si manifestano
i medesimi fenomeni luminosi in qualsiasi parte del globo ci si trovi.
Fulmini, luci diffuse, scintille, masse luminose in rapido movimento, globi
di fuoco, travi e colonne guizzanti in cielo; gli stessi fenomeni ottici,
magari descritti in maniera differente, ma che indicano la presenza di
un fenomeno ricorrente.
Vediamo alcuni esempi per confrontarli con quelli già riportati
precedentemente.
Nell'anno 869 d.C. a Mutu, nel nord del Giappone, in occasione di alcuni
terremoti fu visto in cielo scorrere una luce di intensità fluttuante.
Nel terremoto di Kamamura del 1257, furono osservate fiamme bluastre fuoriuscire
dal suolo. Nei due terremoti che scossero Yedo nel 1630 e nel 1672, furono
notati dei corpi luminosi volare nel cielo e dal momento che era inverno
(bassa percentuale di temporali) risultò improponibile una connessione
con qualche temporale; nel caso del 1672 le masse luminose assomigliavano
a lanterne e furono viste dirigersi verso est. Nel sisma di Tosa del 1698,
numerose palle di fuoco simili a ruote furono osservate in cielo mentre
volavano in tutte le direzioni. Il terremoto che colpì Genzaku (Tokaido)
il 31 dicembre 1703, ebbe come relatore l'astronomo al servizio del Syogun
(signore del luogo nel periodo feudale giapponese). Egli avvisò,
alcuni giorni prima, gli ufficiali di corte dell'avvicinarsi di un terremoto
o di un forte temporale. Si presume che in quelle serate osservative della volta
celeste, abbia notato particolari fenomeni ottici tali da indurlo a ritenere
imminente un qualche sconvolgimento naturale. Nel sisma di Sandyo (1828)
e di Sinono (1847), si osservarono delle fiamme prodursi dal terreno. Un'incredibile
luminosità accompagnò l'enorme frana che colpì il
monte Iwakura; talmente intensa da essere paragonata, dai testimoni stessi,
alla luce del giorno (vedere i processi di triboluminescenza e piroelettricità).
Un gruppo di 19 persone si recarono al mare alla vigilia del terremoto
che colpì Izu (Tokyo) nel novembre del 1855. Prima della scossa
una luce improvvisa fu notata verso nord-est; brillante al punto da permettere
alle varie persone di distinguere chiaramente i vari colori dei vestiti.
Subito dopo un terribile ruggito si sentì provenire da sotto il
mare, dando l'impressione di aver urtato con la chiglia della barca un
banco di ghiaia e nel frattempo si osservarono numerose fiamme volare in
cielo.
A Yosiwara (sempre nel medesimo sisma) si formarono nel terreno delle
crepe da cui emerse una trave luminosa. La luce si spostò verso
il tempio di Asakusa. Il giorno precedente, prima di mezzogiorno, diversi
testimoni osservarono una specie di arcobaleno posto verticalmente in direzione
sud-est. Il 28 luglio 1889 a Kumamoto si osservarono dei fulmini verso
est immediatamente prima della scossa. Il 14 agosto 1909 il sisma di Anegawa
produsse una frana lungo le pendici occidentali del Monte Ibuki accompagnata
da alcuni fenomeni luminosi. 18 maggio 1917, terremoto di Suruga: una colonna
di fuoco fu vista a nord di Siduoka. Primo settembre 1923 sisma di Kwato:
un pescatore di Awa osservò parecchie colonne di fuoco apparire
in mare dalle parti della baia di Sagami vicino all’imboccatura della baia
di Tokyo. Un membro dell’osservatorio centrale di meteorologia avvistò
una palla di fuoco, stazionaria nel cielo e una donna notò delle
luci lampeggianti in mare, la mattina precedente al sisma. 23 maggio 1925,
terremoto di Tazima: fu osservato in cielo un globo di luce dalle dimensioni
di un pallone da calcio, volare rapidamente da nord-est a sud.
Questa rappresenta una parte della casistica giapponese raccolta da
Musya e descritta da Terada; ogni ulteriore commento risulta superfluo.
26 Novembre 1930 Terremoto presso la penisola di Edo (Izu)
La raccolta della passata casistica locale e la lettura di quella proveniente dal resto del mondo, sensibilizzò al problema i due ricercatori giapponesi, che al verificarsi di eventi simili nel loro periodo di attività, cercarono di raccogliere il maggior numero di osservazioni legate a questi fenomeni; solo Musya raccolse ben 1500 testimonianze (alcune corredate da disegni) per gli eventi luminosi occorsi durante il sisma del 26 novembre 1930 presso la penisola di Edo (Izu). Egli inviò dei questionari ai maestri di 150 scuole medie chiedendo informazioni, sia a loro che ai relativi allievi, di eventuali manifestazioni luminose osservate durante le varie fasi del sisma. Unitamente a quelle pervenute a Terada, ricostruirono gli avvenimenti accaduti in quel tragico giorno. I fenomeni luminosi furono osservati su un’area veramente vasta; 80 Km est, 110 Km nord-est e 70 Km ovest dalla zona epicentrale. Vi furono delle differenze nella distribuzione delle testimonianze sul territorio, dettate secondo l’opinione di Terada, da una corrispondente differenza nella distribuzione della popolazione e da una differenza di intensità del sisma nei vari luoghi. Di notevole valore furono le osservazioni eseguite dalla sentinella dei vigili del fuoco posta sulla torre di Sibaura (Tokyo); l’importanza di questa testimonianza risiede nel fatto che i fenomeni ottici furono percepiti prima dell’arrivo delle scosse e non come per le restanti osservazioni, dopo che i testimoni percepirono il terremoto (il sisma avvenne alle 4:03 del mattino).
Il vigile del fuoco notò, una decina di minuti prima delle scosse,
dei lampi in direzione sud e al momento della scossa delle accensioni istantanee
in cielo. Le restanti osservazioni riportano lampi e fulmini dalla durata
incredibilmente lunga rispetto a quelli provocati dai temporali convenzionali.
Diversi testimoni riportano la presenza di un cielo limpido e privo di
nuvole (peraltro confermato dalle carte meteorologiche consultate da Terada);
altri invece, in luoghi differenti, riferiscono della presenza di alcuni
banchi di nuvole.
La vastità della zona interessata dal sisma è tale da
far sì che potessero coesistere condizioni meteorologiche diverse,
senza lasciare il minimo dubbio su qualunque testimonianza resa. Furono
riportati diversi casi di travi e colonne luminose osservate in differenti
luoghi e con diverse modalità di spostamento. Alcuni riferiscono
di raggi luminosi visti emergere dal suolo del tutto simili ai fasci di
luce generati dai riflettori elettrici. Si descrissero anche nubi luminose,
alcune delle quali, talmente brillanti da permettere di osservare nei minimi
dettagli oggetti posti a 250 metri di distanza.
Non mancano i globi luminosi visti sfrecciare in cielo; come nel caso
del pescatore di Siduura, che dal mare osservò un globo infuocato
partire dalla sommità del Monte Wasidu e spostarsi verso sud.
Vari bagliori, di breve e media durata, derivarono però dalla rottura di
cavi elettrici. Esistono rapporti in cui i testimoni osservarono la caduta di
elettrodotti, i quali andando in cortocircuito produssero luci tanto intense da
permettere il riconoscimento di ogni minimo dettaglio nell'ambiente circostante.
Questi fatti potrebbero invalidare tutte le
testimonianze raccolte se non fosse che, molti dei fenomeni osservati provengono
da luoghi dove non fu riscontrata la presenza di nessuna linea elettrica;
oppure da zone disabitate prive di queste strutture. In
ultimo consideriamo quelle luci associate alle frane causate dalle scosse
telluriche. Diverse testimonianze concordano nel riportare l'osservazione
di bagliori lungo i fianchi di quelle montagne dove si verificarono degli
smottamenti. L'abbondante casistica suggerì a Musya e Terada l'idea
che il processo fisico alla base degli avvenimenti appena descritti fosse
da ricercare nella triboluminescenza e spinse i due ricercatori a verificare
la loro ipotesi in laboratorio, tramite un apparato appositamente costruito,
che permise loro di riprodurre, con dei campioni di roccia, il medesimo
attrito subito dalle masse rocciose durante il loro rapido spostamento.
L'apparato era costituito da un disco metallico (di 5 mm di spessore),
posto in rapida rotazione, mediante un motore elettrico che triturava differenti
tipi di rocce poste al suo interno. Questo semplice e rudimentale strumento
produsse l'emissione di luce lungo la superficie di contatto fra i campioni
di roccia e il disco, confermando la tesi dei due ricercatori. Una particolare
attenzione fu rivolta, sempre in tema di processi fisici alla base delle EQLs,
ai fenomeni di scorrimento delle acque nel sottosuolo, attraverso quelle crepe e
strutture capillari che si formano nelle zone colpite dal sisma.
Terada calcolò che questo processo, trasportato su larga scala,
poteva determinare l’insorgere di elevati potenziali elettrici in grado
di incrementare l’elettricità atmosferica, fino al punto di generare
scariche elettriche simili ai fulmini di origine temporalesca.
Per quanto riguarda i colori riferiti ai fenomeni osservati, si evidenziano i seguenti abbinamenti:
L'intensità di questi eventi va dalle deboli luci appena percettibili a luminosità talmente potenti da permettere di scambiare la notte per il giorno.
20 Dicembre 1930 - Terremoto nella regione di
Hiroshima
Alcuni giorni dopo il terremoto, circolarono voci riguardanti strani fenomeni luminosi percepiti durante le scosse. Questi fatti spinsero Musya ad indagare la questione, inviando questionari presso le scuole medie e gli uffici pubblici, nel raggio di 20 Km dalla zona epicentrale del sisma. Le testimonianze raccolte furono scarse, però permisero di delinearne le caratteristiche essenziali.
Si osservarono luci rosse in cielo simili a fuochi, che fecero supporre un’eruzione del vulcano Sambe. Vennero riportati alcuni casi di globi infuocati osservati mentre salivano in cielo. Caso interessante quello in cui si osservò (diversi testimoni) una tenue luce persistente nel punto di scomparsa di un globo luminoso (un caso simile avvenne durante il terremoto di Izu, dove nel punto di scomparsa il cielo si tinse di rosa). Fra i colori associati ai vari eventi luminosi predomina il rosso con le sue molteplici gradazioni; anche in questo sisma si registrarono cadute di pali elettrici e cortocircuiti; per questo è logico supporre che una parte delle testimonianze possa essere ricondotta a questi eventi, escludendo comunque la totalità dei casi riportati.
17 Giugno 1931 Terremoto nella zona collinare di Tama (Tokyo)
Alle 21:09 (ora locale) un intenso terremoto scosse la zona di Tama e furono raccolte 140 testimonianze di eventi luminosi. Quello che fu osservato può essere sintetizzato nella tabella seguente con l'avvertenza che talune descrizioni risultano talmente ambigue, viste le parole usate dai testimoni, da potersi eventualmente riferire ad uno stesso fenomeno descritto in termini differenti da un altro osservatore.
Tipi di luci:
| Fulmini, baleni | 28 |
| Luci indefinite istantanee | 26 |
| Parti di cielo luminose | 8 |
| Scorrimento orizzontali di luci | 6 |
| Luci oblunghe | 6 |
| Onde luminose simili a lampi | 4 |
| Luci diffuse | 3 |
| Deboli luci sparse in cielo | 2 |
| Forme zigzaganti lampeggianti | 1 |
| Luci simili a fiamme che scorrono orizzontalmente | 1 |
| Luci più grandi di un fulmine ordinario | 1 |
| Lampi simili a grappoli di fuochi che cadono dal cielo | 1 |
| Vaghe forme rotonde luminose | 1 |
| Luce sferica che gradualmente si ingrandisce | 1 |
| Banda luminosa | 1 |
| Lampi simili a esplosioni di serbatoi di gas | 1 |
| Graduale ingrandimento di luce diffusa | 1 |
| Luce simile ai riflessi della Luna sull’acqua | 1 |
| Luce scintillante | 1 |
| Imbuti luminosi | 1 |
| Luce simile a qualcosa che si dispiega | 1 |
| Luce tenue | 1 |
| Luce indefinita semicircolare | 1 |
| Palla di fuoco che sale in cielo e scompare; viene udito un suono simile a " Bah...." e dopo la scomparsa del globo, il cielo si tinge di rosso e rosa per un certo tempo | 1 |
L'ultima osservazione riportata in tabella concorda con fatti analoghi accaduti in altri terremoti (Izu e Hiroshima), anche se come fece notare Musya, il ragazzo che riportò l’avvistamento, pur essendo sincero, mostrava una forte miopia; perciò la sua osservazione potrebbe non corrispondere al vero. Altra testimonianza di rilievo quella effettuata a Yokohama e notata verso sud: un alone luminoso con una colorazione pallida al centro e bluastra ai margini. Apparì per 3 volte con intervalli di 5-6 secondi e durò 3-4 secondi ciascuna volta; la luminosità fluttuava senza mai sparire e nessun suono venne mai percepito. Passiamo ora alla tabella riassuntiva dei colori percepiti per le varie EQLs osservate.
Colori:
| Blu e bluastro | 21 |
| Varie combinazioni di giallo e rosso | 16 |
| Colori simili a quelli dei fulmini | 11 |
| Giallo o giallognolo | 10 |
| Rosso o rossastro | 10 |
| Varie combinazioni di rosso e blu | 9 |
| Varie combinazioni di giallo e blu | 9 |
| Colori simili alla luce elettrica | 6 |
| Bianco o biancastro | 2 |
| Altri | 4 |
Anche in questa circostanza fu consultata la carta meteorologica che segnalò alcuni temporali al momento della scossa. Si ebbero varie rotture di cavi elettrici con conseguenti cortocircuiti in varie parti del territorio. Tutto sommato Musya è incline a ritenere che non tutti questi casi siano da ricondurre alle cause precedentemente accennate in quanto diversi testimoni osservarono i fenomeni ottici prima ancora di percepire fisicamente le scosse sismiche.
16 Settembre 1931 terremoto di Minamituru-gun, circoscrizione
di Yamanasi
Alle 21:43 (ora locale) un forte terremoto con epicentro a 20Km N.N.E.
del Monte Huji fece sentire i suoi effetti in tutta la zona di Misima e
Siduoka e una forte luce fu osservata in direzione del vulcano Hakone.
Musya e Terada raccolsero in totale 37 testimonianze di eventi luminosi
che possono essere sintetizzati nella seguente tabella per tipo:
| Fulmini | 9 |
| Durata istantanea o quasi istantanea | |
| Cielo in parte luminoso | 4 |
| Bagliori indefiniti | 3 |
| Forme rotonde debolmente illuminate | 3 |
| Luci irradianti | 1 |
| Luci semicircolari | 1 |
| Luci a forma di arcobaleno | 1 |
| Lunghe luminosità orizzontali | 4 |
| Bande luminose | 2 |
| Colonne luminose | 2 |
| Linee luminose | 2 |
| Lampi nelle nuvole | 1 |
| Altre | 4 |
I colori risultano:
| Varie combinazioni di blu e rosso | 6 |
| Giallo e giallognolo | 6 |
| Varie combinazioni di giallo e rosso | 6 |
| Blu e bluastro | 5 |
| Varie combinazioni di blu e giallo | 3 |
| Rosso e rossastro | 2 |
| Colori simili a quelli del fulmine | 1 |
| Bianco e biancastro | 1 |
| Colori simili alla luce elettrica | 1 |
| Altri | 5 |
Per la maggioranza dei casi le luci furono osservate in concomitanza con le scosse; ma vi sono diversi casi di luminescenze notate un’ora prima del terremoto (tra le 20 e le 21). Di rilievo le testimonianze provenienti dalla cittadina di Hakone-mati, situata nella caldera del vulcano estinto Hakone. Alcuni giorni prima del sisma fino a qualche tempo dopo, si osservarono ogni notte delle luci simili a fulmini (ma non nella forma zigzagante, bensì come quella prodotta dai riflettori elettrici) che dalle cime delle montagne circostanti perlustravano il cielo.
2 Novembre 1931 Terremoto a sud di Hyuga
Anche per questo sisma, avvenuto in ore favorevoli all'osservazione
di fenomeni ottici (19:03 ora locale), vennero raccolte 355 testimonianze
riguardanti le particolari luci che accompagnarono le diverse fasi del
sisma. Le osservazioni provennero da una vasta area e vi furono diversi
casi di EQLs in mare.
La suddivisione per forme permette la compilazione di una classifica
con la solita avvertenza: come nei casi visti precedentemente, non è
da ritenersi assoluta, in quanto le caratteristiche del fenomeno luminoso
riflettono anche la capacità descrittiva di ogni singolo testimone.
Forme:
| Luci diffuse all'orizzonte | 106 |
| Fulmini | 47 |
| Luci simili a quelle prodotte dai riflettori che ruotanto illuminano il cielo | 23 |
| Flusso luminoso in cielo | 7 |
| Travi luminose | 7 |
| Velature luminose | 7 |
| Linee luminose dritte e curve | 6 |
| Fulmini che salgono in cielo | 5 |
| Cielo rosso con fulmini | 1 |
| Altri | 21 |
Colori:
| Blu o bluastro | 84 |
| Colori simili a quelli del fulmine | 31 |
| Giallo o giallognolo | 30 |
| Varie combinazioni di blu e rosso | 23 |
| Bianco e biancastro | 20 |
| Varie combinazioni di giallo e rosso | 20 |
| Rosso o rossastro | 14 |
| Varie combinazioni di giallo e blu | 11 |
| Colori simili alla luce elettrica | 4 |
| Colori simili ai riflettori elettrici | 1 |
| Colori simili alla fiamma del gas di carbone | 1 |
| Altri colori | 23 |
Per 147 rapporti viene menzionato il periodo temporale in cui furono osservate le luci rispetto al sisma; anche se alcuni casi, come asserisce lo stesso Musya, risultano ambigui da interpretare; nel complesso si ricava la seguente situazione:
| Prima | Durante | Dopo | Totale | |
| EQLs | 26 | 99 | 22 | 147 |
| % | 17,69 | 67,35 | 14,96 | 100 |
Come si nota il maggior numero di fenomeni (relativamente a quelli
presi in considerazione) lo si osserva durante il sisma; sostanzialmente
uguali, con una predominanza di poche unità, quelli percepiti in
anticipo rispetti a quelli osservati a terremoto avvenuto. C’è da
dire che i 26 casi osservati in anticipo assumono un significato particolare
in quanto i fenomeni ottici non possono essere ricondotti a cause "conosciute"
quali: bagliori dovuti a cortocircuiti elettrici, particolari stati psicologici
o d’ansia dei testimoni, riflessi di luci e bagliori provocati da incendi
lontani.
La sera precedente (il sisma) apparvero, di tanto in tanto, dei lampi
di luce in cielo.
Alle 13:30 di quel pomeriggio (5 ore e 30’ prima del terremoto) una
brillante nuvola dal colore porpora fu osservata in cielo; dopo alcune
ore fu notata una luce bianca semicircolare nei cieli di Miyazaki (cittadina
lungo la costiera di Hyuganada) e lo stesso fenomeno fu rivisto 20 minuti
prima della scossa.
Altro fatto interessante, del sisma di Hyuga, sono i diversi casi di
EQLs in mare riportati dai testimoni lungo le coste di Beppuwan e Hyuganada.
Il quotidiano Ooita Shimbun riporta l’apparizione di alcune
colonne di luce al largo di Bentenjima. Un’insegnante di una scuola di
Ooita osservò verso N.E. una luce rossa simile ad un fascio di luce
prodotto da un riflettore che ruotava in un cielo nebbioso; la scena fu
osservata un istante dopo l’arrivo del sisma. Nella stessa zona di Ooita,
24 persone osservarono una colonna luminosa simile ad un cilindro di luce
nella direzione del mare. L’equipaggio del peschereccio Ikedamaru, impegnato
nella pesca in una zona di mare a 50 km da Utiumi (città sulla costa
di Hyuganada), visse una paurosa esperienza verso le 19:00 di quel fatidico
giorno ( ricordo che alle 19:07 avvenne il terremoto). Improvvisamente
la nave iniziò a beccheggiare così violentemente, che diede
l’impressione che stesse per capovolgersi; in quell’istante gli uomini
a bordo osservarono una grande colonna di fuoco fuoriuscire dalla superficie
del mare. In quella stessa sera molte persone videro diversi fenomeni luminosi
lungo la costa di Hyuganada.
Da metà degli anni ‘60 fino all’inizio del 1970, un altro ricercatore
giapponese, Yasui, contribuì enormemente alla comprensione di questo
enigma. Studiò e analizzò le testimonianze e le fotografie
provenienti dai vari sismi che afflissero la zona di Matsushiro, nel periodo
1965-67, e dopo aver eliminato quella casistica riconducibile ad eventi
conosciuti (fulmini lontani, meteore, cortocircuiti, luce zodiacale) concluse,
osservando i casi non spiegati, che queste misteriose luminescenze fossero
dovute ad elettricità atmosferica generata e/o stimolata dalla presenza
di eventi sismici.
Yasui fornisce 5 caratteristiche generali di quanto osservato a Matsushiro:
In conclusione Yasui osserva che le luci compaiono con maggiore frequenza in luoghi quali le cime delle montagne o lungo le faglie, dove più intenso risulta essere il gradiente di potenziale elettrico e si manifestano inusuali livelli di radon (gas radioattivo). Questi fattori evidenziano che un possibile meccanismo alla base di queste luci possa risiedere in processi di natura elettrica; e non è detto che questi campi siano, dal punto di vista dell'intensità, uguali o superiori a quelli presenti durante un normale temporale. Molto probabilmente questi gradienti di potenziale sono rafforzati e messi in grado di generare le EQLs, grazie all'azione esercitata dagli eventi sismici occorsi in zona [9, 10, 11, 12, 13].
7) Valparaiso 16 Agosto 1906
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