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Il progetto di monitoraggio della casistica del CISU, cominciato oltre un anno fa su iniziativa di Giuseppe Stilo, si avvale di un database implementato provvisoriamente su file EXCELL(*): inizialmente dotato dei soli campi essenziali per identificare un caso (luogo, ora, data, tipologia, fonte), il database si è successivamente ampliato dapprima incorporando la struttura già utilizzata per il progetto Cataloghi Regionali coordinato da Edoardo Russo, e in seguito adottando con alcune modifiche le linee guida indicate da Umberto Cordier sempre nell'ambito del progetto Cataloghi Regionali.

CODICE

codice alfanumerico di 9 caratteri identificativo di ogni caso; rispetto alle precedenti versioni sono previste 4 cifre per l'anno e 3 cifre per il numero progressivo

GIORNO_SETTIMANA

cifra indicante il giorno della settimana in cui si è verificato l'evento (1=lunedì...7=domenica)

GIORNO

giorno in cui si è verificato l'evento

MESE

mese in cui si è verificato l'evento

ANNO

anno in cui si è verificato l'evento

ORA

ora di inizio dell'avvistamento

COMUNE

comune nel territorio del quale è iniziato l'avvistamento

LOCALITA'

località precisa (se conosciuta) del comune in cui è iniziato l'avvistamento

PROVINCIA

provincia del comune in cui è iniziato l'avvistamento

REGIONE

regione del comune in cui è iniziato l'avvistamento

SETTORE

settore geografico (1=nord italia, 2=centro italia, 3=sud italia)

TIPO

tipologia dell'avvistamento, secondo la codifica adottata dal CISU

SOTTOTIPO

insieme di codici per segnalare particolari caratteristiche dell'avvistamento (ad es. presenza di fotografie o video)

IDENTIFICABILITA'

grado di identificabilità dell'avvistamento con cause convenzionali (0=non identificato, ... 3=identificato)

IDENTIFICAZIONE

codice rappresentativo della causa di identificazione dell'avvistamento

IDENT_DESCR

descrizione estesa della causa di identificazione dell'avvistamento

FLAP

codice alfanumerico identificativo del "flap" a cui eventualmente appartiene l'avvistamento

TESTIMONE

codice alfanumerico identificativo del testimone dell'avvistamento

AFFIDABILITA'

grado di affidabilità delle informazioni disponibili sull'avvistamento (0=informazioni insufficienti e/o inaffidabili, ... 3=informazioni sufficienti e affidabili)

VERIDICITA'

grado di veridicità delle informazioni disponibili sull'avvistamento (0=informazioni attendibili, ... 3=informazioni inattendibili)

FORMA UFO

codice rappresentativo della forma attribuita all'oggetto avvistato

COLORE

codice rappresentativo dei colori attribuiti all'oggetto avvistato

N° UFO

numero di oggetti avvistati

TESTIMONE/I

numero di testimoni coinvolti nell'avvistamento

DURATA OSSERVAZIONE

durata dell'avvistamento

DESCRIZIONE EVENTO

breve descrizione dell'avvistamento

FONTI

fonti dell'avvistamento

ATTIVO

campo che indica se l'avvistamento fa parte integrante della casistica o è stato virtualmente eliminato per vari motivi (ad es. caso già presente con altro codice)

QUESTIONARIO CISU

campo che indica se il testimone ha compilato il questionario ufficiale predisposto dal CISU

NOTE

note eventuali sull'avvistamento

Per quanto riguarda i sottotipi, attualmente ne sono stati individuati 27 per descrivere con un certo dettaglio aspetti particolarmente importanti del caso in oggetto, soprattutto per quanto riguarda l'attinenza con cataloghi tematici tenuti da ricercatori italiani o stranieri: per un elenco completo vedi http://www.cisu.org/

Ognuno dei sottotipi dispone di un campo specifico in cui viene codificata la sua assenza/presenza per il caso in oggetto, secondo lo schema seguente:

0: nessuna informazione disponibile sul sottotipo

1: sottotipo assente

2: presenza incerta del sottotipo

3: sottotipo presente

Il campo unico "Sottotipi" viene mantenuto per compatibilità con le precedenti versioni del database e per semplificare la lettura delle informazioni sui sottotipi.

Esistono poi ulteriori campi, utilizzati finora solo per la manutenzione del database, tra cui un meccanismo di indicizzazione delle fonti e tre campi per la memorizzazione della data di inserimento del record, di ultima modifica del record, e dell'aggiunta dell'ultima fonte relativa al record: questi campi possono avere un ruolo per uno degli scopi di ricerca basati sul database, che verrà descritto pi๠avanti.

Se questo è lo stato attuale del database, vediamo quali sono le prospettive future:

a) a medio termine, quando il database avrà una struttura definita, occorrerà trasportarlo da EXCEL(*) ad ACCESS(*), software diffuso e accettato come standard;

b) a medio-lungo termine, si può pensare di sfruttare le informazioni memorizzate nel database per verificare ipotesi quantitative e usare, per quanto possibile, un po' di statistica inferenziale anzichè limitarsi a quella puramente descrittiva. Due argomenti di possibile interesse sono lo studio della dinamica delle "ondate" di avvistamenti che in certi periodi caratterizzano l'attività ufologica, e lo studio dell'influenza dell'informazione mediatica sul numero di avvistamenti registrati in un certo periodo.

Per quanto riguarda il primo argomento, la completezza e il livello di dettaglio della nostra base dati dovrebbe permettere di svolgere analisi con un certo grado di approfondimento sulle caratteristiche delle ondate storiche dell'ufologia. Una volta individuate (se esistono) le peculiarità delle ondate in generale, dovrebbe essere pi๠semplice capire quando ci si trova di fronte a una nuova ondata nel momento in cui essa sta nascendo, così come è accaduto all'inizio del monitoraggio di cui ci stiamo occupando, nell'estate 2001.

Tuttavia ciò non permette ancora di "prevedere" in senso proprio la nascita e lo sviluppo di un'ondata: a tal scopo occorre individuare variabili che possano avere una relazione causale nella dinamica degli avvistamenti.

Uno dei possibili fattori causali delle ondate è la quantità di informazioni diffusa dai media: un'ipotesi generalmente accettata è quella secondo la quale gli avvistamenti UFO sono un fenomeno che si autoalimenta, nel senso che maggiore è il numero di avvistamenti segnalati, maggiore sarà il numero di persone indotte a segnalare i propri avvistamenti (e fors'anche ad osservare il cielo incrementando il numero vero e proprio di avvistamenti). Al fine di verificare questa ipotesi occorre perciò controllare se esiste una relazione (e che tipo di relazione) tra la quantità di informazioni ufologiche riportate dai mass media e il numero di avvistamenti nel periodo immediatamente successivo. Un modo semplice per studiare questa relazione è controllare il numero di articoli pubblicati dalla stampa non specialistica sull'ufologia; un'altra via, consentita in particolare dalle informazioni contenute nel nostro database, consiste nel calcolare il numero complessivo di differenti segnalazioni (anche riferite a un medesimo caso, senza considerare in quale data si sia verificato) pervenute in un certo periodo e confrontarlo sia col numero di casi effettivamente segnalati, sia col numero di casi avvenuti in epoca recente (diciamo nell'ultimo mese, se si lavora su base mensile).

Grazie al sistema di indicizzazione delle fonti (messaggi in circolazione in Internet sulla lista CasiUfo), sarebbe relativamente semplice analizzare la dinamica temporale del numero di messaggi (quantità di informazioni diffusa dai media), numero di casi segnalati e numero di casi recenti segnalati. Da questa analisi potrebbero venire prove a sostegno o a confutazione dell'ipotesi di nesso causale tra informazione mediatica e incremento del numero di segnalazioni pi๠o meno recenti; oppure potrebbero derivare spunti per altre ipotesi di lavoro.

Al di là della maggiore o minore verosimiglianza di ipotesi come quelle descritte, il punto importante è che il nostro database consente di metterle alla prova verificando coi dati disponibili la loro correttezza. Ciò andrà fatto con le dovute cautele (anche perchè la serie di dati è ancora incompleta o troppo corta rispetto a certi campi), ma sarà possibile.

Per quanto riguarda i vecchi cataloghi provinciali/regionali, il problema della loro unificazione non è semplice: i formati sono i pi๠vari, da EXCEL(*) a WORD (*) al solo testo. Anche le informazioni sono diverse: alcuni cataloghi coprono solo le informazioni essenziali (data, ora, luogo, tipo), altri aggiungono informazioni su testimoni, fonti, riassunti. Per non parlare poi delle codifiche adottate: praticamente ognuno ha fatto di testa sua, adottando un proprio sistema per scrivere i codici, le località , la tipologia ecc.. Il tutto all'insegna di ampia "libertà " e "fantasia", cosa che complica parecchio la standardizzazione dei dati. Per quanto è possibile, saranno studiate routine di estrazione automatica dei dati grezzi e conversione in un formato standard su excel: ciò potrà essere fatto solo quando le informazioni sono codificate utilizzando un formato univoco, a cui possa essere applicato un algoritmo definito. Laddove le informazioni non presentano questo requisito, probabilmente l'unica strada percorribile sarà quella della trascrizione manuale dei dati, eventualmente con l'ausilio di alcune funzioni automatiche create appositamente che serviranno solo come "supporto" alla trascrizione.

L'obiettivo primario è creare un semplice "collettore" di dati, per raccogliere in un unico database tutte le informazioni disponibili nei vari cataloghi regionali e provinciali; il database risultante avrà molti e grossi "buchi", ma avrà il grande pregio di rendere disponibili tutte i dati in un formato standard e possibilmente multipiattaforma. Fatto ciò, si potrà passare alla lunga e fondamentale fase di ripulitura dei dati da errori, omissioni, duplicazioni ecc. E' ovvio che ciò non potrà essere fatto da una sola persona, ma la cosa importante è che ci sia una base comune su cui ogni ricercatore può lavorare integrando le informazioni disponibili.



(*) EXCEL, WORD e ACCESS sono marchi registrati della MICROSFT CORPORATION
(1)
Relazione presentata al 17 Convegno Nazionale di Ufologia "CISU 2002: progetti, indagini ed attività in corso", Firenze, 23 novembre 2002