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I Bolidi

di
URANATMI  
ufodatanet@mail.asianet.it

Roma, 20/01/1999


I bolidi sono forse il fenomeno che più frequentemente viene scambiato per un evento UFO, e quindi è importante conoscere i bolidi per potere eliminare la principale fonte d'inquinamento della casistica UFO.
Per prima cosa bisogna sapere che il termine bolide non ha nessun significato nella meteoritologia, cosଠsi chiama la scienza che studia i fenomeni meteoritici: non ha nessun significato perchè tutti i fenomeni meteoritici, sia che siano provocati da corpi di diametro inferiore al millesimo di millimetro sia che siano provocati da corpi di 1 Km sono chiamati semplicemente meteore senza alcuna distinzione, questi corpi quando sono fuori dell'atmosfera terrestre sono chiamati meteoroidi.
Popolarmente il termine viene usato, e viene usato anche dagli astronomi dilettanti, per indicare una meteora molto luminosa, convenzionalmente una meteora si definisce bolide quando ha una luminosità uguale o superiore a -4,6, cioè la massima luminosità che può raggiungere Venere, il pianeta più luminoso: in altre parole un bolide è un fenomeno più luminoso di tutti i corpi celesti visibili ad occhio nudo dall'Uomo, ad eccezione del Sole e della Luna e di eventuali supernove della nostra Galassia, l'ultima delle quali è apparsa nel 1604.
In realtà , poichè pochi conoscono questo limite convenzionale, il termine viene usato anche per meteore meno luminose, ma in ogni caso di magnitudine negativa.
Al contrario del limite inferiore, non esiste un limite superiore, finora le meteore più luminose di cui si hanno testimonianze scientifiche certe sono dell'ordine della magnitudine -26 o poco più, cioè meteore della stessa luminosità del Sole od anche un poco superiore.
Al contrario di quanto si può pensare, i bolidi non possono essere predetti, in molti libri di astronomia si parla di sciami di bolidi, in realtà non esiste alcun sciame che si possa definire sciame di bolidi: il numero delle meteore cresce esponenzialmente al diminuire della luminosità , per cui se durante una pioggia meteorica, che è la manifestazione annuale o pluriannuale di uno sciame meteorico, appaiono centinaia, migliaia od ancor più meteore, statisticamente tra queste meteore ci saranno un numero proporzionale di bolidi, l'unica distinzione che si può fare è che il numero delle meteore e la luminosità media delle meteore di uno sciame è diversa da sciame a sciame, inoltre nello stesso sciame varia da anno in anno, per cui alcuni sciami danno origine più frequentemente a bolidi; se si tiene a mente che l'Italia ha una superfice di 1/2.000 della superfice del'intera Terra si può capire perchè mentre ogni anno sono visti nel Mondo uno o più bolidi della stessa luminosità della Luna Piena originarsi dallo sciame delle Perseidi in Italia questo tipo di evento capita con frequenza casuale una volta ogni vari anni: lo stesso discorso lo si può fare per gli altri principali sciami meteorici.
Cerchiamo ora di approfondire le caratteristiche presentate dai bolidi. Innanzitutto bisogna distinguere le meteore ottiche da quelle acustiche: esse non sono altro che 2 aspetti dello stesso fenomeno, ma è importante distinguerle perchè spesso i testimoni osservano solo o l'una o l'altra. Le meteore oltre a generare luce possono generare suoni, i suoni sono un fenomeno relativamente raro che ha necessità di alcune condizioni inderogabili per prodursi.
La principale condizione è che il bolide si trovi a una quota inferiore a 50 Km sul livello del mare, intorno a quella quota si ha un netto cambiamento delle caratteristiche atmosferiche, infatti da quella quota andando verso l'alto si incontra lo strato D, il più basso degli strati ionizzanti, lo strato D è dovuto alla diversa carica elettronica rispetto agli strati inferiori a sua volta dovuta a cambiamenti più o meno netti di vari parametri, come la temperatura, la pressione, la composizione chimica dell'atmosfera, le radiazioni ultraviolette del Sole, ecc. Un'altra condizione indispensabile è l'ampiezza della superfice del fronte ionizzato della meteora, più è grande più energia avrà la meteora sonica e quindi ci sono più possibilità che arrivi al suolo, in genere occorre che il fronte abbia una superfice dell'ordine dei decimetri o metri quadrati affinchè il suono sia percepito al suolo. I suoni prodotti dalle meteore soniche sono di molti tipi, anche molto diversi tra loro:

  1. i più comuni sono rumori simili a colpi di tuono, si sentono in genere 2-3 minuti dopo l'apparizione del bolide, sono gli analoghi dei boati che producono gli aerei superando il muro del suono, come nei in questi ultimi si sentono spesso 2 o 3 boati di intensità decrescente, caratteristica è l'impressione che essi provengano dalla direzione opposta da quella da cui effettivamente proveniva il bolide;
  2. rumori vari che possono andare dal rotolamento di ruote o pietre, al transito di un treno su un viadotto metallico, allo strapparsi di un tessuto.
  3. se il bolide da origine a meteoriti si possono sentire in vicinanza del punto di caduta, sibili o fischi simili a bombe o proiettili in caduta: vicinissimo al punto di caduta si può udire il tonfo di atterraggio della o delle meteorite/i.

Le aree ove si sentono le meteore sonore sono in genere ellittiche, all'interno di queste aree ci possono essere zone d'ombra senza rumore. In una categoria a parte si devono classificare i suoni elettrefonici. Si tratta di un fenomeno ancora da studiare, che si incomincia solo in questi anni a comprendere. I suoni elettrofonici sono un fenomeno raro, in genere associato a grandi eventi meteoritici od a rientri nell'atmosfera di artefatti umani. Il fenomeno è provocato dall'emissione di onde radio VLF (1-10 kHz) dovuta al rilascio di energia da parte del campo magnetico terrestre perturbato dall'ionizzazione da parte del corpo che entra nell'atmosfera: poichè il fenomeno non è avvertibile in tutti gli eventi si presume che occorrono particolari condizioni perchè avvenga, una di queste è la presenza di oggetti metallici nelle immediate vicinanze del testimone, gli oggetti metallici sono conduttori elettrici e sonici e trasformerebbero le onde VLF direttamente in suoni, forse (ma questa è solo un'ipotesi dell'Autore) i suoni sono emessi sempre ma sono udibili solo quando sono hanno frequenze che rientrano nella finestra uditiva dell'uomo, mentre negli altri casi, frequenze negli ultrasuoni o negli infrasuoni, sono udibili solo da animali, questo fatto potrebbe spiegare perchè i cani ed anche altri animali talvolta sembrano in ascolto di qualcosa di non udibile per l'uomo e spesso incominciano ad abbaiare o mostrare segni di irrequietezza. I suoni elettrofonici si manifestano sotto forma di rumori come vibrazioni, questi suoni sono percepiti dai testimoni contemporaneamente al bolide. Esaminiamo ora le singole caratteristiche visuali di un bolide:

  1. durata: in generale un bolide dura da meno di un secondo a 5 secondi, a volte fino a 10-12, in un caso eccezionale accaduto il 10 agosto 1972 (1) si è avuta una durata di oltre 1 minuto. Bisogna chiarire che in generale il testimone tende a dilatare i tempi dell'osservazione fino a 10 volte la durata reale, questo fatto è stato verificato innumerevoli volte da quando si hanno a disposizione registrazioni fotografiche, cinematografiche, video o radar ed ora anche satellitari: queste registrazioni sono essenti da emotività od effetti sorpresa per cui si può dire che registrano fedelmente l'evento, ad onor del vero bisogna dire che alcune di queste tecniche producono registrazioni parziali del fenomeno, per cui la durata del fenomeno come anche altre caratteristiche del bolide devono essere ricavate non direttamente dalla regisatrazione ma dall'analisi della registrazione;
  2. luminosità : riprendendo quanto detto precedentemente il limite inferiore convenzionale, puramente arbitrario, è situato alla magnitudine -4,6, il limite superiore non esiste, gli eventi finora osservati sono arrivati in alcuni casi ad oltre -26 che corrisponde alla luminosità apparente del Sole, fisicamente il limite superiore per la caduta di un asteroide dovrebbe essere oltre -50, ma già a partire dalla -30 la vista degli eventuali testimoni sarebbe danneggiata permanentemente, probabilmente a livello di cecità totale permanente. I bolid di grande luminosità illuminano a giorno il paesaggio, spesso sono visibili anche al di sotto dell'orizzonte come bagliori simili a quelli dei fulmini lontani. Anche se ogni bolide fa storia a se, esistono 4 curve di luce che rappresentano la maggior parte dei bolidi, queste curve derivano dai lavori dell'astronoma Huffleit (1933) e perfezionate da Jacchia nel 1949: la curva tipo I mostra un aumento continuo ed approssimatamente regolare della luminosità seguito da una molto più rapida discesa: il tipo II mostra un rapido aumento della luminosità seguito da una lenta diminuzione, è stato osservato in circa 1/6 dei bolidi a bassa velocità ed è indice tdi una veloce disintegrazione del meteoroide: il tipo III e il tipo IV si distinguono tra loro per la presenza rispettivamente di un solo picco o di più picchi di luminosità : in generale il od i picchi di luminosità sono tanto più vicini alla parte finale del bolide quanto questo è più veloce. A parità di massa una meteora è più luminosa quanto è più veloce poichè la luminosità deriva dalla dissipazione dell'energia cinetica del meteoroide, a titolo indicativo una meteora di magnitudine 0, cioè come Vega, ha in genere una massa di circa 1 grammo, un bolide come la Luna Piena ha una massa di circa 100 Kg, naturalmente ci si riferisce alla massa all'entrata nell'atmosfera, una massa di 100 Kg, seppur notevole, spesso non è sufficente per arrivare al suolo nemmeno come un oggetto delle dimensioni di un brecciolino;
  3. colori: in genere le meteore mostrano visualmente un colore bianco dovuto alla mescolanza di tutti i colori senza che alcuno prevalga, a partire dalla magnitudine 0, le meteore cominciano a mostrare uno o più colori, ciò non è dovuto solo ai fenomeni fisici originati dalla meteora ma anche dalle condizioni fisiche e di salute del testimone al momento dell'osservazione), spesso testimoni che si trovano "spalla a spalla" descrivono colori diversi, ciò è dovuto al fatto che la vista non è rigorosamente uguale per ogni individuo ma spesso c'è una sensibilità ai colori diversa da individuo ad individuo, differenza di sensibilità che nella visione di ogni giorno può passare inosservata, in certi casi addirittura può essere dovuta a casi di mancanza di percezione di certi colori come avviene nel daltonismo (di cui esistono vari tipi): anche le pellicole fotografiche "soffrono" di un problema analogo, in quanto anche quelle pancromatiche danno origine ad una alterazione dei colori diversa da marca a marca e spesso anche da pellicola a pellicola: in effetti per avere una registrazione quasi reale dei colori bisognerebbe avere 3 macchine fotografiche uguali, con uguali obiettivi, puntate sullo stesso campo stellare con pellicole bianco/nere dotate ognuna di un filtro centrato in uno dei 3 colori fondamentali, ma naturalmente a parte specifiche cammpagne scientifiche questa condizione non si verifica mai. In generale i bolidi sono riportati bianchi o contenenti il bianco, colori frequenti sono il blu e il verde smeraldo, anche se probabilmente il colore in assoluto più frequente è il giallo-arancione, il colore più raro è certamente il viola, spesso i bolidi hanno 2 o più colori o cambiano colori nel corso della loro traiettoria. Al contrario di quanto si pensa in genere il colore del bolide non indica la composizione, in quanto ogni elemento chimico ionizzato ha righe in tutto lo spettro visibile, le scie persistenti che quasi sempre lasciano i bolidi spesso mostrano il colore azzurro derivante dall'ossigeno ionizzato dell'atmosfera. In molti casi si osserva il bolide cambiare i colori in base ad una ben definita seguenza derivante dalla progressiva decellerazione con conseguente diminuzione di temperatura e quindi di spostamento del picco di massimo irradiamento, che determina il colore predominante visibile ad occhio nudo, dall'azzurro verso il rosso, passando via via dall'azzurro, al verde, al giallo, all'arancione, al rosso, e se potessimo vederlo all'infrarosso;
  4. traiettoria apparente: in generale le traiettorie dei bolidi sono rettilinee, ma nel 0,5 % esse assumono una forma curva od a spirale (2). In un caso su centinaia una meteora può assumere un aspetto stazionario, cioè sembrare ferma nel cielo e comparire come una stella temporanea che appare e velocemente scompare in meno di un secondo facendo credere ad un'osservatore inesperto di aver avuto un'allucinazione, ciò può accadere anche per i bolidi, ma con la differenza che essendo la traiettoria dei bolidi più lunga l'intera traiettoria per vari fattori non può rimanere immobile per tutta la sua durata ma dopo una momentanea immobilità , il bolide presenta una spostamento in una direzione qualsiasi. I bolidi possono avere traiettorie che vanno da un orizzonte all'altro, se passano allo zenith dell'osservatore possono sembrare accellerare per poi rallentare allontanandosi, in altri casi mostrano un ben percepibile rallentamento. Le scie persistenti, da non confondere col bolide stesso, se durano abbastanza, alcuni minuti, prendono sovente forme serpentiformi. Se il bolide si scinde, i frammenti tendo ad avere traiettorie parallele od a fila indiana, spesso ognuno dei frammenti ha una scia;
  5. traiettoria reale: i bolidi in generale appaiono a quote attorno ai 120 Km e scompaiono a quote attorno agli 80 Km, sono frequenti i casi di bolidi che scendono fino a 50 Km, meno frequentemente possono arrivare a poco più di 10 Km. Secondo l'inclinazione, la resistenza del materiale che li compone, la velocità , la traiettoria reale può essere lunga da qualche decina di Km fino ad oltre 400 Km, nel caso già citato del 10 agosto 1972 si ebbe un percorso di 1500 Km;
  6. forma ed apparenza: la forma dei bolidi nella grande maggioranza dei casi è sferica, ma può assumere altreforme come a goccia, a stella, ecc. In genere, ma non sempre, il bolide sembra avvolto in una nebulosità , spesso di un colore diverso dal quella del nucleo principale, il bolide si può frammentare in nuclei di magnitudine similare o in un nucleo principale e vari nuclei secondari di magnitudine molto minore, a volte può perdere quello che i testimoni definiscono scintille, faville od anche polvere luminosa. Quasi sempre il bolide lascia dietro di se una scia persistente da una frazione di secondo fino ad oltre un'ora, naturalmente fa parte integrante del fenomeno, ma è bene che i testimoni specifichino sempre, se parlano del bolidi vero e proprio o di ciò che rimane dopo il suo passaggio;
  7. casi vari: la casistica sui bolidi è molto varia, forse altrettanto ampia di quella degli avvistamenti di UFO a cui concorre probabilmente in una parte notevole. Qui di seguito sono riportati solo un piccolo campionario di ciò che può mostrare un fenomeno meteorico, il testimone è sempre l'Autore:
  1. appare una meteora, viene osservata all'inizio senza particolare interesse, la meteora si sposta con relativa lentezza per una durata oltre il consueto, l'attenzione si focalizza, la meteora si spenge, l'Autore per un impulso prosegue a seguire con lo sguardo la traiettoria ed ecco dopo un intervallo di tempo riapparire la meteora come un punto luminoso, spostarsi sul proseguo della traiettoria precedente ma senza scia e sparire definitivamente (spiegazione: la meteora ha decellerato fino a un punto critico per cui l'attrito non ha potuto più generare la ionizzazione dell'aria lungo la traiettoria, ma solo riscaldare il corpo meteorico);
  2. l'Autore sta eseguendo la sua prima osservazione di meteore con criteri scientifici assieme ad un collega, stanno osservando le Perseidi, quando ad un certo punto osserva qualcosa che non ha mai più osservato da allora, una meteora di color verde, chiaramente una Perseide dalla direzione da cui appare, compie una traiettoria a forma di molla con alcune spire, l'Autore rimane perplesso da ciò che ha visto e dopo alcuni minuti chiede al collega se ipoteticamente una meteora può avere una traiettoria simile e solo dopo conferma ha il coraggio di rivelare ciò che ha osservato (possibile spiegazione: la meteora, di piccola massa [circa di qualche centesimo di grammo], ha una traiettoria da Sud a Nord allineata alle linee del campo magnetico (possibilità circa 1/100) ed ad esse tangente, la meteora composta di ferro-nickel [una possibilità vicina a 1/2.000] è stata catturata dalle linee di forza del campo magnetico terrestre che le hanno fatto seguire la loro stessa traiettoria, a spirale [si sa che elettroni e protoni seguono traiettorie spiraliformi oscillando tra i due poli magnetici, già dal 1961 ma solo con l'esperimento BATSE dei primi anni 80 si è visto, anche ad occhio nudo, materia, nell'esperimento in questione Bario, spiraleggiare lungo le linee di forza del campo magnetico terre stre]. Quanta gente vede fenomeni strani è non ne parla per paura del giudizio degli altri?
  3. una meteora viene osservata accendersi, aumentare di luminosità , spengersi istantaneamente quindi riaccendersi immediatamente, riaumentare luminosità e sparire definitivamewnte (spegazione: la meteora ha seguito l'evoluzione ordinaria della luminosità meteorica, ma ad un certo momento l'intero (o quasi) strato esterno della meteora si è distaccato dalla parte centrale facendo sଠche per un breve intervallo di tempo la sua superfice ha dovuto riacquistare un'alta temperatura, per attrito, prima di riemettere luce o rincominciare ad ionizzare l'atmosfera);
  4. durante una serata osservativa nel 1998 una meteora si è accesa e si è spenta 3-4 volte ogni volta con un intervallo temporale e spaziale di non visibilità , spesso i satelliti artificiali in rotazione hanno un comportamento del genere, ma nel caso in esame lo spazio percorso circa 90 gradi in pochi secondi esclude la possibilità del satellite (un tale spazio non potrebbe essere percorso da un satellite, anche in orbita bassa in meno di 50-90 secondi) (spiegazione: la meteora entrata praticamente tangenzialmente all'atmosfera è entrata ed è uscita da essa rimbalzando più volte allo stesso modo di una pietra lanciata sull'acqua, probabilmente se la meteora avesse avuto una traiettoria con un'angolazione appena diversa sarebbe penetrata nel'atmosfera bruciandosi o sarebbe stata scagliata nello spazio. Questa breve introduzione al mondo affastinante ed ancora mal conosciuto dei bolidi vuole essere un invito a portare proprie eventuali testimonianze a conoscenza degli studiosi che si occupano di questi fenomeni, è interesse di tutti i seri ufologi escludere dai loro oggetti di studio tutti i fenomeni che hanno origini naturali, gli astronomi o gli astrofili seri terranno in dovuta considerazione le testimonianze degli ufologi seri. Un ultimo cenno: se vedere un fenomeno particolare, qualunque esso sia, guardate subito l'orologio e verificate in seguito col segnale televisivo o radio l'eventuale errore di sincronizzazione, è sempre molto importante avere un orario preciso.

autore: Uranatmi (nome proposto nel secolo passato per denominare le meteore, il termine non ebbe successo)

Bibliografia:

(1) La terre bombardà©e di Michel A. Combes (in francese) pag.87-88, ed. France-Empire, 1982 (fonte originale L.G. Jacchia, S&T, PAG 4-9, VOL. 48)
(2) W.G.N., ottobre 1998, n. 26.5, pag 220-225 Y. Shigeno, M. Toda, M. Kobayashi (in inglese)

 

 

 

 

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