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LUCI SISMICHE: una nuova via per la comprensione del fenomeno UFO
di Massimo Silvestri max.silve@libero.it
Bologna, 28/10/2002
A volte lo studio del fenomeno Ufo, conduce su sentieri che a prima vista sembrano lontani dal fenomeno in esame, ma ad una più attenta valutazione si scopre che in realtà questa distanza non esiste.
Ciò è accaduto anche per il tipo di ricerca intrapresa dal sottoscritto che accostandomi al fenomeno UFO mi sono ritrovato a raccogliere, analizzare e studiare fenomeni peculiari legati alle mutate condizioni che portano alla formazione di un sisma. Nello specifico le alterazioni ambientali che determinano l'insorgere di un terremoto, generano tutta una serie di fenomeni geofisici collaterali che vengono indicati come fenomeni precursori del terremoto e che rivestono una notevole importanza sia per gli addetti ai lavori, sismologi, perchè attraverso tali segnali tentano di predire e quindi limitare i potenziali pericoli insiti in un sisma (si pensi alle migliaia di vittime mietute tutti gli anni nel mondo da questo evento); sia dal sottoscritto e da chi come me intravede in alcuni di questi fenomeni, una potenziale fonte di comprensione per una parte di casistica ufologica rimasta senza una logica spiegazione. Infatti una cosa poco risaputa, e questo riguarda anche la comunità dei sismologi, è che le mutate condizioni geofisiche che precedono l'insorgere di un sisma possono innescare la formazione di fenomeni luminosi in atmosfera.
Esistono innumerevoli testimonianze, provenienti da tutti i luoghi della Terra e da epoche storiche diverse, che riportano l'osservazione di luci dalle forme più disparate osservate durante lo svolgersi di questi cataclismi. Dopo una prima negazione dell'esistenza del fenomeno, ad opera di chi sosteneva che erano pure allucinazioni indotte dalla paura e dallo stress di chi sopravviveva alla scossa, ci si rese conto che tali manifestazioni erano reali e dovute a fenomeni naturali collegati agli eventi. A livello internazionale il fenomeno delle luci sismiche è conosciuto col nome di Earth Quake Lights (EQL).
L'interesse personale verso questo particolare FL (fenomeno luminoso) e di una possibile connessione con gli UFO nacque alcuni anni or sono, quando trovai su una bancarella di libri usati un testo veramente stimolante (ricco di spunti per diverse ricerche con ricadute anche in campo ufologico) edito da Armenia Editore alla fine degli anni '70: "I profeti del terremoto". L'autore, Helmut Tributsch, professore di chimica presso l'Università di Berlino, un italiano (anche se dal nome non si direbbe) originario di una minoranza di lingua tedesca nell'alto Friuli al confine con l'Austria, che colpito emotivamente e personalmente dai gravi avvenimenti occorsi alla sua terra durante il terremoto del Friuli del 1976, raccolse e analizzò con puntigliosa dovizia (e il libro è il risultato finale di questa sua iniziativa), tutte quelle testimonianze inerenti a quei fenomeni geofisici che precedendo l'arrivo di un sisma ne annunciano l'incombenza. Durante la lettura di questo libro mi imbattei nel capitolo inerente alle luci sismiche e qui rimasi sconcertato. Oltre a fornire una casistica storica di dove si verificarono quei sismi con FL., Tributsch fornisce anche una descrizione delle principali forme che tali manifestazioni assumono, andando dai semplici bagliori che rischiarano il cielo alle più enigmatiche sfere di luci viste volare fra le macerie degli edifici colpiti dalla scossa. Venivano inoltre riportate le ricerche di valenti scienziati come Powell e Finkelstein, noti ricercatori anche nel campo dei Ball Lightning (ricordo che in quel periodo iniziavano le prime discussioni in ambito CISU sull'importanza dei BL per la comprensione di una parte della casistica ufologica e di una ripresa della raccolta di materiale, sempre inerente ai fulmini globulari, che si concretizzerà poi nel progetto curato da Paolo Toselli). A conclusione del capitolo inerente alle EQL, il Tributsch si pone la seguente domanda: quelle luci che la gente ogni tanto vede in cielo e indica col termine di UFO, non potrebbero essere invece FL indotte da manifestazioni geofisiche non sfociate in un sisma?
L'insieme di questi fatti mi stimolò ad intraprendere una ricerca circostanziata in questo particolare settore. Partendo dalla bibliografia citata nel libro e recuperando la bibliografia presente negli articoli che andavo a raccogliere, assieme a quella che mi pervenne tramite i vari amici del Centro, sfociai in un oceano di informazioni e notizie, che mi permisero di tracciare un quadro abbastanza preciso relativo al fenomeno in esame. Inerente al tema delle EQL e che mi permisero a settembre del 1999 di pubblicare l'articolo "Introduzione alle luci sismiche" (vedi nella sezione Report & Short Comm.di UDN) raccolsi 56 articoli provenienti da diverse riviste scientifiche in cui venivano descritte osservazioni ed enunciate possibili ipotesi a spiegazione del fenomeno. Attualmente il numero di tali fonti e‚ salito a 102 articoli.
Forse prima di procedere oltre in questa mia descrizione molto generalizzata del mio settore di interesse, è meglio soffermarsi un attimo descrivendo un minimo l'oggetto in studio, almeno a grandi linee, e lasciando a chi fosse interessato ad approfondire il discorso la lettura dell'intero articolo in cui troverà una esaustiva trattazione dell'argomento.
Le EQL si possono manifestare sia prima, durante e dopo lo svolgersi di un terremoto. Analizzando la casistica raccolta sino ad ora, si è osservato che questi fenomeni si rendono manifesti in presenza di forti terremoti; con una maggioranza di casi per sismi con magnitudo superiore a 7. Il numero delle EQL diminuisce poi al diminuire dell'energia liberata, fino a scomparire per quei sismi con valori inferiori a M 5. Le forme assunte dalle luci possono essere varie: dai semplici bagliori in cielo a veri e propri fulmini; dalle colonne di luce che dal terreno salgono in cielo, a nuvole luminescenti che seguono il propagarsi dell'onda sismica; dai semplici fuochi e fiammelle visti ardere vicino al suolo alle più stravaganti palle di luce viste entrare in abitazioni chiuse, illuminare a giorno l'interno dell'edificio per poi fuoriuscire attraversandone i muri. Si citano, inoltre, vari casi di "travi infuocate" viste fuoriuscire dal terreno per poi tuffarsi nelle acque di fiumi e mari adiacenti, oppure di incredibili luci viste muoversi sott'acqua da vari equipaggi di pescherecci. Le EQL possono assume varie colorazioni a seconda delle forme con cui si manifestano: i lampi con il classico colore bianco o bluastro, le fiamme e fiammelle con il colore giallo o rosso, le travi viste volare in cielo con i colori che contraddistinguono il fuoco e per finire i globi di luce sono indicati col colore bianco o con quello del fuoco. Non mancano nuvole rossastre e vapori biancastri.
Vista l'eterogeneità ‚ del fenomeno diverse sono le ipotesi che sono state formulate. Per le fiamme e fiammelle, viste ardere in prossimità del terreno, si presume che siano dovute alla fuoriuscita di gas infiammabili (metano e altri idrocarburi gassosi) attraverso le fenditure createsi nel terreno e che al contato con l'ossigeno dell'atmosfera si incendino rivelando la loro presenza. Per quanto riguarda i fulmini e bagliori improvvisi questi traggano origine da un'incrementata elettricità atmosferica causata da fenomeni fisici come l'effetto piezoelettrico, dovuto a certi minerali contenuti nel sottosuolo; a scorrimento di falde d'acqua nei terreni interessati dal sisma ed emissioni di elettroni da parte di varie rocce deformate sotto la spinta del terremoto. La fuoriuscita di metano dalle profondità ‚ del terreno veicola in superficie anche un gas radioattivo come il radon, il cui rapido tempo di decadimento incrementa il numero di elettroni liberi nella bassa atmosfera, fornendo cosଠcariche elettriche a supporto per la formazione di lampi e bagliori atmosferici.
Irrisolto invece il meccanismo di formazione e di sostentamento dei globi luminosi che oltre a mostrare una certa potenza luminosa ostentano anche una certa longevità prima di scomparire. Queste particolari EQL hanno attirato, come osservato precedentemente, l'interesse di vari specialisti nel campo dei BL senza però ottenere risultati che si spingessero oltre il campo delle pure ipotesi. In effetti, a tutt'oggi, non si è capito se i BL e le EQL a forma sferica siano due aspetti di un unico fenomeno, oppure due fenomeni indipendenti che si assomigliano solo per alcuni particolari esteriori. Personalmente la mia opinione è che ci troviamo di fronte ad un unico fenomeno la cui causa (o insieme di cause scatenanti) se risiede nell'atmosfera prenderà il nome di Ball Lightning, mentre se collegato a fenomeni litosferici prenderà il nome di EQL (relativo ovviamente a quelle di forma sferica). Se si analizzano le diverse teorie formulate a spiegazioni dei BL, ci si accorge che questi meccanismi possono essere innescati anche da processi litosferici messi in moto dall'instaurarsi di un sisma. Nelle varie teorie pronunciate a spiegazione per la formazione e il sostentamento energetico dei BL vengono chiamate in causa l'elettricità atmosferica, la formazione di plasmi, fenomeni di ionizzazione di gas, la presenza di elementi radioattivi e il loro conseguente decadimento con liberazione di energia; emissioni di onde elettromagnetiche nella gamma delle microonde, il vento solare, ecc.
A parte alcuni fenomeni, come ad esempio il vento solare, molte delle cause sopra citate possono attuarsi anche durante le fasi che precedono il sisma. Esiste una vasta letteratura scientifica che analizza tutta una serie di fenomeni geofisici che hanno luogo durante le fasi preparatorie che porteranno poi ad un terremoto (va ricordato che queste mutazioni ambientali possono durare anche mesi ed e‚ analizzando proprio questi eventi che i sismologi tentano di formulare delle previsioni a lungo termine). Come citato precedentemente vari meccanismi litosferici incrementano l'elettricità atmosferica. La fuoriuscita di gas dal sottosuolo modifica localmente la composizione chimica dell'atmosfera e quindi ne altera anche la relativa rigidità dielettrica. Le rocce, se sottoposte a compressione, oltre ad emettere elettroni, emettono anche onde elettromagnetiche nella gamma che va da pochi Hz alle decine di Mhz (ciò dipende sia del tipo di roccia presa in esame che dalla intensità della pressione esercitata). Diverse ricerche hanno dimostrato che la presenza di acqua nella roccia ne aumenta la capacità di emettere elettroni. La presenza e lo scorrimento di acqua nel sottosuolo e nelle nuove fessurazioni prodottesi nelle rocce, generano una separazione di carica con relativa formazione di campi elettrici. In diversi casi si sono osservate delle variazioni dello strato elettronico nella porzione di ionosfera sovrastante la zona epicentrale colpita da terremoto. Come si vede le modifiche geofisiche prodotte nella litosfera possono generare e in altri casi influenzare quei meccanismi che si ipotizzano essere alla base dei BL. A questo punto potrebbe non avere più senso etichettare un globo luminoso come luce sismica al posto di BL se non per il fatto che è in qualche modo correlata con un sisma locale. Esistono casi di EQL, come quelle verificatesi a Saguenay (Quèbec), nel periodo sismico che andò dal Novembre 1988 al Gennaio del 1989, in cui diversi fenomeni luminosi riconducibili a sfere e masse ovoidali, furono osservare anche decine di giorni prima che iniziassero tutta una serie di scosse che coinvolgeranno la zona in quel determinato periodo. Solo al termine degli eventi si concluse che quelle prime manifestazioni luminose anomale erano da mettersi in relazione col terremoto, anche perchè cessata la sismicità nella regione cessarono anche gli avvistamenti di FL E qui sorge una domanda spontanea: se alla fine a Saguenay non ci fosse stato il terremoto, queste testimonianze di luci anomale come sarebbero state etichettate? Partendo dal presupposto che un aumento di stress tettonico, anche notevole, non sempre sfocia in un terremoto, si potrebbero creare allora casi di EQL senza che si scateni l'elemento fondamentale, il sisma. In questo caso il fenomeno luminoso come sarebbe chiamato?
Alla luce di questi fatti diventa quindi pertinente per l'ufologia questa ricerca inerente alle luci sismiche. Con questo non affermo che il fenomeno UFO possa essere interpretato e risolto interamente in chiave like EQL, ma quantomeno occorrerà analizzare se nel luogo dell'avvistamento vi siano degli indizi che conducano in questa direzione. E' sottinteso che questo tipo di ricerca complica di molto il lavoro dell'ufologo. Verificare se l'area dell'avvistamento è in prossimità oppure è una zona ad alta sismicità analizzando la storia sismica locale; verificare tramite carte geologiche la composizione mineralogica dei terreni ed eventuali presenze di linee di faglia tettonica. Questi ed altri controlli nel settore geologico rappresentano un'ulteriore opportunità per la risoluzione dell'enigma ufologico.
Oltre a ciò, questa ricerca nel mondo delle EQL, mi ha fornito l'opportunità di studiare lavori e scritti, che pur non trattando direttamente l'argomento in esame, forniscono nuovi spunti di ricerca e punti di vista alternativi con i quali tentare di comprendere la fenomenologia ufologica. Di seguito fornirò alcuni flash su queste ricerche senza addentrarmi troppo nell'argomento, sia perchè alcune sono tuttora in progress, oppure perchè l'argomento pur sovrapponendosi al tema delle EQL è pertinente ad altri ricercatori della Commissione FLA.
TST o teoria dello stress tettonico Innumerevoli sono gli studi condotti da Michael .A. Persinger della Laurentian University (Sudbury, Canada) che, interessato alla fenomenologia ufologica, ha tentato fin dalla fine degli anni '70 di formulare una teoria che potesse spiegare il verificarsi di certe apparizioni luminose, etichettate come UFO, attraverso fenomeni geofisici presenti localmente o in zone prossime a quelle in cui si verificavano le apparizione. Inizialmente le sua teoria sollevò numerose critiche, in quanto assieme ad un altro ricercatore, Lafreniere, tentò di correlare ad eventi geofisici tutta una serie di fatti anomali, non sempre omogenei fra loro, e a volte estrapolati da fonti non sempre attendibili. Col tempo però perfezionò ed elaborò le sue idee grazie anche la collaborazione di un valente ricercatore del calibro di J. Derr. Pur con diverse pecche la TST ha l'innegabile pregio di cerca di spiegare in maniera razionale che la presenza di particolari fenomeni luminosi possono essere innescati da processi geofisici in atto in quel momento. Va sottolineato, comunque, che la TST non può essere a tutti gli effetti definita una teoria, in quanto fino ad ora non ha avuto la capacità di predire determinate situazioni, ma solo di verificare a posteriori eventuali connessioni fra fenomeni luminosi ed effetti geofisici locali. Persinger, inoltre, tenta di spiegare anche le presunte apparizioni di extraterrestri e i supposti rapimenti alieni sempre in chiave geofisica, come una alterazione-interazione dei normali processi cerebrali del testimone- vittima con processi geofisici locali. A riprova di ciò Persinger replica in laboratorio il vissuto di certi rapimenti alieni in volontari sottoposti a stimolazione cerebrale tramite opportuni campi elettromagnetici. In merito a quest'ultimo fatto esistono pareri discordi all'interno della comunità di ricercatori. Comunque, da alcuni anni a questa parte, si stanno compiendo ricerche che evidenziano certe correlazioni fra stati di allucinazioni e fenomeni geofisici quali tempeste magnetiche e massimi di vento solare. E' interessante osservare come in ambienti scientifici diversi, anche altri ricercatori abbiano prodotto risultati non dico uguali, ma simili.
Nello studio dei precursori sismici un ampio spazio è dedicato all'inquietudine nel mondo animale mostrato nei periodi che precedono la scossa. Fra i vari ricercatori in questo settore, l'italiano Giorgio Matteucig professore di zoologia presso l'università di Napoli, pone l'accento su tutta una serie di patologie, quali nausea, eccitazione nervosa, paure misteriose, pesantezza del corpo, inquietudine inesplicabile, tremolio delle membra, brividi e vertigini che colpirebbero anche gli uomini nei periodi che precedono il terremoto e che egli definisce"Sindrome di Mercalli" o "Sindrome cenestetica presismica" in onore a chi per primo raccolse e analizzò queste patologie. Personalmente trovo veramente interessante osservare come molti di questi sintomi compaiano anche nei racconti dei rapiti. Con questo non voglio asserire che il presunto rapito sia stato in realtà ‚ stimolato da fenomeni geofisici, ma la cosa deve farci comunque riflettere. Ricordo inoltre che le varie patologie da me elencate precedentemente sono state estrapolate dal questionario al quale hanno dato risposta sia le popolazioni friulane coinvolte nel sisma del 1976, che quelle della Campania - Basilicata nel sisma del 1980.
Di estremo interesse anche l'opera dell'inglese Paul Devereux e dei suoi collaboratori. Dalle loro ricerche nel territorio inglese (e non solo) emergono innumerevoli casi di fenomeni luminosi legati a particolari zone o ambienti, le "Earthlights" o luci della terra. Devereux evidenzia inoltre che nelle zone, dove attualmente queste luci si mostrano con maggior frequenza, esiste tutta una serie di tradizioni popolari (racconti e leggende) attestanti la loro presenza anche nella storia di quei luoghi. Devereux mostra come nella maggioranza delle volte queste luci siano collegate a particolari caratteristiche geofisiche del luogo, come ad esempio la presenza di faglie tettoniche o di particolari rocce e minerali localizzati nei terreni circostanti i luoghi dell'osservazione. Valga come esempio il caso delle luci ricorrenti osservate a inizio del secolo scorso (1904/5) nella zona di Wales, fra le città ‚ di Harlech e di Barmouth in Inghilterra. In quel periodo molte persone raccontarono di aver osservato delle sfere luminose volare in zona e anche, con una certa frequenza, apparire nei dintorni di due chiesette locali. A quei tempi, il tutto fu considerato un segno divino, correlato ad un rinato fervore religioso dovuto alla presenza in zona della predicatrice Mary Jones. Recentemente, invece, si e‚ scoperto che in quel periodo si ebbe un'intensa attività microsismica e che i luoghi in cui più frequentemente si osservarono i globi luminosi erano presenti linee di faglia tettonica, evidenziando quindi una più logica e fisica spiegazione del fenomeno.
Infrasuoni Un effetto collaterale dei terremoti e verso il quale il sottoscritto nutre parecchio interesse sono gli infrasuoni. Frequenze acustiche sotto la soglia di udibilità (da 0 a 15 Hz); possono raggiungere notevoli distanze rispetto alla sorgente che le ha prodotte, grazie ad una particolare caratteristica fisica della nostra atmosfera che tende ad attenuare maggiormente, con la distanza percorsa, i suoni con frequenza più elevata. L'interesse in campo ufologico verso questo argomento è dovuto a due motivi ben precisi e che sono alla base di alcune ricerche che sono attualmente in progress:
a) Esistono un certo numero di casi di allucinazione indotte da esposizioni ad infrasuoni e di malesseri causati da queste vibrazioni. Qui si apre, come potete ben intuire, un collegamento con le teorie di Persinger che vede nei fenomeni geofisici ambientali le possibili cause non solo per l'osservazione di fenomeni UFO, ma anche per quei casi di abductions. b) Qualsiasi corpo od oggetto muovendosi in atmosfera genera infrasuoni. Esiste in merito un certo numero di pubblicazioni scientifiche attestanti l'emissione di infrasuoni sia da parte delle meteore, quando penetrano nell'atmosfera, sia da parte di aerei e navicelle spaziali (vettori Saturno e Shuttle) durante le loro missioni fuori dalla Terra. Questo apre nuove possibilità per la realizzazione di strumentazione atta al rilevamento di oggetti in volo anche al limite dell'atmosfera terrestre.
Emissioni elettromagnetiche ELF-VLF (onde radio ultra lunghe) Durante molti terremoti si sono registrate emissioni elettromagnetiche nella gamma ELF-VLF, oppure si sono osservati disturbi nelle telecomunicazioni attestanti la presenza di fenomeni interferenti nella gamma in oggetto. Anche per questo soggetto il sottoscritto sottolinea l'importanza cruciale che ha per la comprensione del fenomeno UFO. Partendo dal presupposto che non solo i sismi generano onde radio, ma anche i temporali, le aurore boreali le meteore (elettrofonia), ecc.; si può ipotizzare che i fenomeni che sono alla base di alcune FLA abbiano come componente collaterale appunto emissioni in tale range di frequenza. Alla luce anche dei recenti risultati ottenuti ad Hessdalen dalla missione EMBLA 2000, una maggiore attenzione e l'apertura di un settore di ricerca in questo campo è più che mai doveroso. Voglio inoltre evidenziare l'ulteriore punto di contato con l'argomento UFO attraverso le teorie esposte precedentemente da Persinger riguardo la possibilità di alterare le capacità cerebrali e di stimolare allucinazioni tramite l'applicazione di campi elettromagnetici in particolari zone del cervello umano.
Conclusioni Chi fosse a conoscenza di fatti o cose inerenti alle ricerche appena accennate è vivamente pregato di mettersi in contatto col sottoscritto; ogni minima informazione può risultare fondamentale per l'avanzamento della conoscenza in questi settori della ricerca.
(*) (articolo tratto dal periodico del CISU "UFO: rivista di informazione ufologica" n.24 Dicembre 2001)
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