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Un UFO! Questa l'esclamazione, che accoglie, quasi sempre, il racconto o la visione di un "fenomeno luminoso di Hessdalen"
Ricordiamo che Hessdalen è una piccola vallata della Norvegia. Una dozzina di chilometri di lunghezza e un paio di centinaia di abitanti. Nei primi anni ottanta in vallata si raccolsero decine di testimonianze visuali di 'palle luminose', volanti a relativa bassa quota con performance non particolarmente eccitanti, per un osservatore comune: durata una manciata di minuti, e poi scomparivano; luminosita' abbastanza elevate così che si osservavano bene anche nelle giornate del 'sole a mezzanotte' di quelle latitudini, e meglio ancora nel lungo, buio e freddo inverno nordico.
Ma torniamo ai nostri "UFO". Le 'virgolette' servono a ricordarci che l'acronimo sta per 'Oggetto Volante non Identificato' (ovviamente in inglese....:e' di origine militare, aeronautico!) e va da se' che 'identificare' un qualcosa con un termine che significa 'non identificato'...,è, a dir poco, non molto ortodosso.
Ci viene un po' in soccorso l' "immaginario collettivo" che ha dato un significato un po' piu vasto a questo termine:'navicella extraterrestre', 'arma segreta di qualche superpotenza', 'aggeggio proveniente da universi paralleli', 'visualizzazione eclatante di un messaggio divino o millenaristico', e via dicendo.
Nel comune parlare ha acquisito anche il significato di 'strano', 'originale', 'misterioso'...
Operazioni varie tra il commerciale e lo speculativo hanno finito, però, per togliere diignità a questi eventi.
Ricordiamo l'assai poca dignitosa storia di una presunta autopsia di un altrettanto presunto alieno filmata e distribuita in tutto il mondo per una proiezione, pagata profumatamente, da reti televisive anche a livello nazionale, come la RAI. Dibattiti, esperti e... mariuoli ci hanno sguazzato in quelle carni lacerate da improbabili anatomo-patologi con divisa e stellete, sistematicamete USA..., date in pasto con una delicatezza discutibile, paludata da diritto d'informazione. Ricordiamo i falsi, in special modo filmati e foto; i racconti di pittoreschi individui dalla conoscenza universale; le altrettanto discutibili affermazioni che li volevano la versione del XX secolo, oggi XXI, dell' "asino volante": una comoda sponda di silenzio per l'incapacità a fornire risposte. Ma la dignità è rimasta ugualmente a questi fenomeni aerei anomali, non fosse altro che per quel 5% di non spiegabile che da cinquant'anni sono la costante ricorrente dei dossier UFO: 5% su 15.000 in Italia. Quindicimila segnalazioni-osservazioni che rappresentano solo la punta di un iceberg quando la DOXA ci fa sapere che un dieci per cento della popolazione italiana ritiene di aver visto almeno una volta un oggetto assimilabile alla definizione di UFO.
Ma torniamo sotto il Circolo Polare Artico.
Forse saranno i (non tanto) fantomatici UFO, forse saranno qualcosa d'altro, di nuovo e di antico. Da vent'anni, però, sono finiti nell'unico luogo a cui hanno diritto (... e dovere) di accesso: i territori della ricerca scientifica. Qui stanno subendo le misure del caso. Le radiazioni elettromagnetiche che determinano la loro presenza nell'universo percettibele, sono scansionate dagli stessi strumenti che sono utilizzati nei radiotelescopi più avanzati della Terra: strumenti capaci di fare il pelo a milioni di frequenze radio contemporaneamente. Il desiderio, come sempre, è quello nobile di conoscere, di capire, di trasferire ad altri l'informazione; di usare questi dati (se possibile) per qualche scopo (si spera nobile). Così l'anno scorso, sotto la sigla EMBLA 2000, ricercatori, scienziati e tecnici italiani e norvegesi hanno raccolto quasi un mese di dati con le apparecchiature dell'Istituto di Radioastronomia del CNR di Medicina (Bologna), sotto la direzione di Stelio Montebugnoli. E con lui Jader Monari, Andrea Cremonini.... A fianco di Montebugnoli anche una presenza assai significtiva sulla volontà di approfondire al meglio questa fenomenologia. Massimo Teodorani, astronomo e astrofisico, il primo italiano ad occuparsi delle luci di Hessdalen. All'attivo decine di pubblicazioni sull'argomento in una marea di altri articoli di astrofisica, workshop, meeting sull'argomento e questo dal 1994, quando per la prima volta si trovò sul campo assieme ad Erling Strand, l'iniziatore di questi studi in Norvegia.
A rendere fattibile il ritorno dopo sei anni ad Hessdalen di Teodorani, la nascita e l'organizzazione di un comitato di appoggio al Project Hessdalen norvegese: il Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH). Composto da nove promotori emiliano-romagnoli, nasce con l'obiettivo di fornire collaborazione al Project diretto da Strand con la stretta collaborazione di Bjorn Gitle Hauge, ambedue ingegneri elettronici dell'Ostfold College, Sarpsborg. Una missione di solo due settimane, ma sufficiente per raccogliere una grande quantità di dati, ma soprattutto per avere la conferma che lassù c'è qualcosa da osservare, da studiare. Il pensiero dei ricercatori del CIPH e del suo direttore scientifico Teodorani, è che Hessdalen sia un perfetto laboratorio per mettere a punto tecniche di osservazione e rilevazione. Non è strettamente necessario ritenere che in quella zona ci siano condizioni peculiari per osservare i fenomeni luminosi in atmosfera. E' certo invece che lì, da quasi un ventennio si cerca di ottenere dei dati osservativi che contengano le informazioni necessarie per impiantare una ricerca su basi scientifiche di questi eventi così assimilabili, per caratteristice osservative, agli UFO.
I ricercatori italiani, del CNR e del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen, sono i più impegnati in questo momento a livello internazionale con i ricercatori norvegesi del 'Project' e nel meeting svoltosi il 31 maggio di quest'anno al radiosservatorio di Medicina, questa collaborazione si è rinsaldata. Quest'anno tra luglio ed agosto vi sarà una nuova missione di raccolta dati. I norvegesi hanno migliorato la stazione automatica che in questi ultimi anni ha registrato i fenomeni anomali: un radar e due telecamere a colori con definizione alta sono pronti a registrare gli eventi. Gli italiani hanno deciso di impegnare il CIPH per mettere a punto e sperimentare sul campo la rilevazione dei dati ottici del fenomeno, in particolar modo tentare la ripresa dello spettro dei fenomeni luminosi, applicando tecniche di uso astronomico modificate per il fenomeno Hessdalen che e', come dicono i tecnici, random: imprevedibile nello spazio e nel tempo. Nuovi e sensibili strumenti sono stati messi a punto e nelle mani di Teodorani e della laureanda in astronomia (ma anche appassionata e attiva astrofila di Imola) Simona Righini, si spera potranno offrire nuovi dati da mettere a confronto e far interagire con quelli, anch'essi anomali, raccolti nel campo delle onde radio. E nel campo delle onde radio, sempre grazie al CIPH, Andrea Cremonini, ingegnere elettronico di Budrio (Bologna) e Flavio Gori, di Firenze (del progetto NASA Inspire, sulle onde radio lunghe e lunghissime), tenteranno di catalogare e riconoscere il maggior numero di eventi registrati dagli strumenti.
A metà agosto nella piccola vallata del paese nordico, l'italiano, come lingua, sarà di casa. Arriveranno anche Montebugnoli e Monari, e sicuramente il meeting conclusivo della missione, prevista nell'ultima settimana di agosto, porterà nuove idee ai ricercatori e agli scienziati.
Idee attorno ad un fenomeno, chiamiamolo UFO o in altro modo, che dimostra di aver conservato quella carica di interesse, che non ha nulla di esotico o misticheggiante come qualcuno vorrebbe 'indiscutibilmente' affermare, ma affonda le sue radici nella fisica accademica, forse spingendosi un po' in quelle ricerche 'border line', di confine, che permettono di accelerare l'evoluzione della conoscenza, grazie alla fantasia e alla creatività , ma anche al coraggio e l'abnegazione, dei ricercatori.
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